Toni Isabella: tornare dal Brasile e innamorarsi del suo Cilento

Musicista, chef, fotografo, tecnico informatico, reporter: a metterle in fila, le professioni di Toni Isabella, viene fuori un ritratto di un uomo dalle mille risorse e dall’enorme coraggio. Uno di quelli che risponde sfidando se stesso ogni volta che il cambiamento si affaccia nella sua vita: senza spaventarsi, ma piuttosto accompagnato e spinto da una filosofia che fa leva sulla fiducia in se stesso e nella voglia di generare futuro, accompagnata da una instancabile disponibilità a cominciare percorsi sempre nuovi. Se fosse un film, sarebbe sicuramente un fantasy, con al centro un protagonista capace di reinventarsi ogni volta che c’è da abbracciare una nuova avventura.

Eppure la sua vita, fino alla soglia dei 50 anni, era scorsa in modo del tutto lineare: un posto fisso, una relazione stabile con una donna, un incedere senza scossoni nel Cilento, terra lenta e bellissima di mare e zone interne semi inesplorate. Almeno fino a quando, un giorno, la moglie non gli comunica la volontà di tornare in Brasile, nella sua nazione di origine, per mettere a frutto le sue competenze e i suoi anni di studio, perchè in Italia si sente poco valorizzata. Toni ci pensa su e decide di seguirla: ci tiene al rapporto, e tutto sommato l’idea di cambiare aria non lo disturba, anzi. Pensa che potrà prendersi un anno di aspettativa e vola senza esitazioni sul litorale Paulista. Lì potrebbe trastullarsi in un dolce far niente – non ci sono problemi economici e il lavoro ben retribuito della moglie basta e avanza -, ma non è da lui.

Senza aver mai avuto esperienze relative al settore informatico, si butta a capofitto per otto mesi in un corso di formazione per riparare computer. Nella grande libreria di famiglia (della donna) si ritaglia un angolo di assistenza tutto suo: ripara pc, fornisce toner, coltiva relazioni, e si attrezza per avviare un’attività che ben presto dà i suoi frutti. Potrebbe essere un nuovo inizio, ma nel frattempo la concorrenza aumenta e Toni non ci sta a muoversi in un oceano rosso, troppo popolato. Anche perchè sente che sono altre le sue vocazioni. Del resto, prima di accettare il posto fisso in Italia, aveva fatto impresa e aperto un ristorante ad Ascea, in Cilento, e si era cimentato nella mansione di cuoco, con risultati più che soddisfacenti. Quell’esperienza torna prepotentemente a galla quasi per caso, durante una cena: la moglie decide di ospitare alcuni colleghi di Università e chiede a Toni di cucinare, all’italiana: un invito a nozze, per chi ha mantenuto dentro di sé competenza, conoscenza, gusto e quel savoir faire che a tavola conferisce un tocco del tutto speciale. Anche perchè, da esperto di vini, sa come accompagnare al meglio le pietanze. Risultato? Una cena da sballo con applausi, complimenti ed emozioni consumate nella soddisfazione generale. Nella notte, gli si accende una lampadina: vuoi vedere che questo esperimento può diventare un business? Tra il dire e il fare c’è di mezzo soltanto la messa online di un sito web, www.restauranteincasa.br, in cui far spiccare i riferimenti all’Italia e alla dieta mediterranea (che nasce proprio nel Cilento) e un numero di telefono per prenotare. Si ordina sul sito, si scelgono lì perfino i piatti. Toni fa la spesa al mercato, andando a procurare materie prime di assoluto livello, e poi va ad organizzare le cene a domicilio. Porta con sé calici per il vino, vini da abbinare, e si isola in tante cucine per preparare piccoli capolavori. Il passaparola sulla Rete aumenta, il business si allarga. Chi non può mettere a disposizione la casa può andare nell’attico di Santos: 300 metri quadri che diventano all’occorrenza home restaurant con piscina, ombrelloni e tavolini. Un’atmosfera che attira facoltosi clienti anche da San Paolo, la capitale, disposti a percorrere settanta chilometri per attraversare un’esperienza enogastronomica di rara bontà.

Con la fama aumenta anche la visibilità, e questo dovrebbe presentare solo lati positivi. Ma non in Brasile, in cui se sei straniero e benestante puoi finire nel mirino della criminalità organizzata. Non succede nulla di grave, ma alcuni piccoli segnali fanno attivare le antenne di Toni, che tutto vuole tranne un’esistenza blindata. Complici alcuni problemi familiari che nel frattempo insorgono, lo chef tuttofare decide di acquistare un biglietto di sola andata; che è poi, in sostanza, un ritorno in Italia, in Cilento, lì da dove era partito e lì dove sarebbe ripartito senza certezze: un pc e due valigie, e poco più. In Brasile lascia affetti, due chitarre, e una prospettiva professionale abbandonata sul più bello. E al ritorno? Niente lavoro, niente casa, niente auto, a 56 anni. Ricominciare è un verbo che in questo caso ha il sapore della scalata a mani nude su una roccia. Spaventerebbe chiunque, in quelle condizioni, a quella età. Ma Toni, nel frattempo, ha maturato un’autostima e una visione delle cose da un’altra prospettiva: “Stare lì in Brasile mi ha fatto capire che ci sono potenzialità inespresse a cui non pensiamo proprio; se solo avessimo più consapevolezza e più coraggio potremmo conquistare il mondo. Avevo già preso contatti per esportare il nostro olio di oliva, che lì sarebbe accolto con enorme interesse, perchè non ne producono ma lo apprezzano moltissimo. E’ una miniera potenziale, per noi”.

Con l’idea della promozione di un territorio e dei suoi prodotti Toni torna nel suo Cilento. Dovendo ricominciare, sceglie una strada nuova, che è all’incrocio tra arte, marketing e comunicazione: “Reporter? Non so definire con precisione questa attività sul territorio, che mi dà riconoscibilità e piacere. So solo che al ritorno ho acquistato un’altra macchina fotografica e ho iniziato a guardare questo territorio con altri occhi, con altro sguardo. L’ho osservato dall’alto, attraverso i miei droni, e oggi riesco a coglierne le sfumature più autentiche. Aiuto le aziende che vogliono raccontarsi, e i giovani che sono tornati a essere protagonisti di una nuova ruralità. E ho scoperto di avere un’energia insospettabile, alla mia età”.

La stessa energia, Toni, vorrebbe vederla intorno a sé, in un Cilento in cui invece abbondano ancora indolenza e lamentazione. “Quando finiremo di guardarci con autocommiserazione e inizieremo a scoprirci come una terra dalle mille risorse, scriveremo una pagina nuova per il Sud e per l’Italia”.

Le storie come quelle di Toni Isabella dovrebbero essere esempi da portare a tutti i giovani per dire loro che ce la si può fare: senza arrendersi nè perdersi d’animo, essendo pronti a rimboccarsi le maniche più e più volte. Perchè se la vita non fa sconti a nessuno, sarà il nostro atteggiamento a determinare il futuro, anche di fronte ad apparenti avversità.

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