Generazione Boomerang è davvero il libro che mancava. Un
libro che sia finalmente in grado di affiancare al racconto di
un’Italia incontinente, capace di perdere pezzi e talenti in fuga
all’estero, una nuova narrazione fatta di ritorni consapevoli e
voglia di scommettere nel proprio Paese“.

Inizia così la bella prefazione del presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, al libro edito da Rubbettino, che presenta un focus su un caso di eccellenza italiano, l’IIT, l’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova, Ente di livello mondiale dal punto di vista tecnico e best practice nazionale in quanto a modalità che permettono il rientro dei cervelli. Il Direttore Scientifico, Roberto Cingolani, ci porta alla scoperta di un modello che dovrebbe fare scuola, nel nostro Paese, introducendo due casi di studio di ricercatori dell’Iit che hanno scelto di tornare in Italia pur potendo restare all’estero: Paolo Decuzzi e Giuseppe Vicidomini. La postfazione è curata dall’economista Stefano Cianciotta, mentre altri contributi eccellenti arrivano da Gianluca Dettori, venture capitalist, Paolo Iacci, presidente ECA, Carmelo Lentino, autore del libro “Interviste per la gioventù”, Vincenzo Moretti, sociologo e narratore, Maria Cristina Pisani, presidente del Forum Nazionale Giovani

La galleria dei consapevoli ritorni racconta le storie di:

Sandra Savaglio, astrofisica
Quando emigrò in Usa finì sul Time come emblema dei cervelli che l’Europa stava perdendo. E’ un’eccellenza mondiale e ha lavorato nei più prestigiosi centri di ricerca in usa e Germania. Da qualche anno è tornata a Rende, in Calabria, nell’Università in cui si è formata, per allevare tanti talenti del futuro.

Giovanni Oliva, manager
E’ stato il primo italiano a dirigere un’azienda di proprietà cinese in Cina. Quando torna in Basilicata, paradossalmente, fa fatica a trovare lavoro, ma dopo mesi di ricerca ha un incontro fortuito e di lì parte la sua nuova vita professionale.

Vincenzo Di Nicola, imprenditore Seriale
Negli Usa ha venduto una sua startup ad Amazon per una cifra mai rivelata, ed è tornato ad insegnare informatica in Abruzzo per formare giovani talenti. Oggi è a Milano, con alcuni di loro, per una nuova sfida nell’ambito delle criptofinanze.

Benji, musicista
E’ uno degli idoli delle ragazzine italiane. Con Fede forma un duo pop tra i più amati dalle giovanissime “dreamers”. Era in Australia e per amore della musica è tornato in Emilia-Romagna. E ha spopolato.

Alfredo De Massis, esperto di family business
Superando una concorrenza molto qualificata, con candidati provenienti da tutto il mondo, conquista l’ambitissimo posto di direttore del Centro di Family Business nella top University di Lancaster, nel Regno Unito, e lo rilancia grazie alle sue doti di creatività e laboriosità. L’Università di Bolzano lo convince a rientrare, per continuare in Italia il suo lavoro. E’ attualmente il più giovane docente universitario italiano.

Miriam Pugliese, imprenditrice Agricola
Dopo aver perso il lavoro ed essere emigrata in Germania, incrocia un amico di infanzia e insieme progettano di tornare per scommettere sulla bachicoltura, in Calabria. La cooperativa “Nido di seta” è diventato un bel caso di business e di romanticismo che ha contribuito allo sviluppo turistico di San Floro (Catanzaro).

Pietro Parisi, cuoco
Cresciuto in Campania, parte da ragazzino e matura esperienze alla corte dei più grandi chef. Rinuncia ai paradisi stellati per tornare nella sua terra, dove in un primo momento arriva sull’orlo del fallimento
e ha la forza di rialzarsi. Lo chiamano lo “Chef Contadino”, è paladino di un’azione etica anti-camorra
e a presidio del territorio e dei produttori locali.

Chiara Bonel, imprenditrice
Chiara ha una spiccata vocazione per la carriera diplomatica e una passione per le lingue e il marketing, oltre che una spiccata sensibilità per il no profit. Intrecciando queste tendenze viaggia e matura esperienze importanti in Irlanda e in Russia. Poi torna, per amore del suo compagno e della sua terra, le Dolomiti, e qui con l’aiuto di aziende locali lancia un’idea strana ma vincente: inscatolare l’aria purissima di Misurina e venderla in tutto il mondo.

Stefano Bianchi, creativo
L’art director toscano, che trova la sua consacrazione a Parigi, a un certo punto sente che l’energia si sta esaurendo e avverte il bisogno di tornare per rigenerarsi nella “sua” Livorno, dove fonda una startup editoriale in crowdfunding, Crowdbooks.

Paola Iacobini, formatrice
I suoi andirivieni tra Italia, Spagna e Regno Unito rappresentano un’inquieta crescita umana e professionale, che si chiude con la scelta di tornare in Puglia, dove ritrova se stessa e inizia a sperimentare un metodo innovativo per l’insegnamento delle lingue attraverso la Pnl.

Marco Cocurullo, imprenditore Turistico
Quando con l’inizio della crisi gli italiani iniziano ad emigrare in Australia, lui torna in Penisola Sorrentina, in Campania, per avviare un’attività imprenditoriale con resort e case vacanza, che oggi ha una dimensione internazionale

Simona Morachioli, ingegnere industriale e startupper.
Dopo aver rifiutato un lavoro in Italia per fare esperienza all’estero, vola in Germania e fa carriera in una multinazionale. Alla soglia dei 30 anni decide di tornare. In Italia le dicono che è “troppo qualificata”, e lei ricomincia da sé con una startup in ambito gastronomico, Eattiamo.

Giulio Cesareo, imprenditore
E’ l’emblema del classico self made man. Negli Usa è top manager in una multinazionale, poi ha
l’illuminazione grazie al materiale del futuro; torna in Italia, a Lomazzo (Como), dove fonda “Le Officine
del Grafene”.

Oliver Page, startupper
Il giovane italoamericano ha una formazione multiculturale e gli Usa come riferimento per il business model. Ma è l’Italia il campo di applicazione della sua startup, Scooterino, con cui si è messo in testa di risolvere i problemi del traffico di Roma.

Damiana Spoto, stilista
La creativa siciliana vive Parigi come una favola: dalla dura gavetta al lavoro nel settore della moda; ma quando tutto sembra andare verso il lieto fine l’idillio non sboccia. Torna in Italia, un po’ a malincuore, con il desiderio di maturare la sua rivincita, in Francia. Trova però il suo luogo ideale a Potenza, in Basilicata, dove mette in piedi un suo brand con artigiani locali.

Emauele Rocco, maker
Fisico, matura esperienze di successo in Uk e Usa. Torna a Rovereto, in Trentino, dove con due soci apre il fablab più grande d’Italia, Witlab, all’interno di “Progetto Manifattura”. E’ qui che “allena” tanti giovani talenti, probabili futuri boomerang.

Vincenzo Telesca, imprenditore
La sua è una vita vissuta sempre in full immersion: da promessa del jazz (lo ferma una brutta tendinite) a tecnico specializzato in ecocardiografia, con incarichi di prestigio nel Regno Unito. Al rientro, in Basilicata, continua a lavorare h24 e diventa imprenditore innovativo in telemedicina