Unire i puntini“: uno dei passaggi-chiave del famoso discorso di Steve Jobs ai laureandi di Harvard ci serve come spunto per trasmettere il valore di questo progetto. Già, perchè c’è un mondo ancora semi-nascosto e disperso che rappresenta un enorme giacimento di valore, se raccontato con una narrazione capace di rappresentarlo nel suo insieme.

E’ composto da donne e uomini che possono trasmettere un messaggio forte e in assoluta controtendenza rispetto al mood scettico e lamentoso che sta imperando in Italia. I nostri talenti di ritorno hanno storie meravigliose, esperienze di resilienza e riscatto, traiettorie piene di coraggio e determinazione. Ecco, se riusciamo ad unire i puntini, viene fuori una mappa di valore in grado di tracciare una nuova via, grazie a testimonianze reali da cui partire, ad esempi di chi ha scelto consapevolmente di tornare, e vince anche qui in Italia, nonostante i mille limiti del nostro Paese.

Del resto, per costruire una solida traiettoria attrattiva e moltiplicare i boomerang eccellenti, occorre una rivoluzione culturale che ponga il merito, il talento, il riconoscimento della professionalità (e non delle conoscenze) in cima alle nuove priorità. Solo così il tema del ritorno potrà essere mainstream, in un Paese che oggi rischia di morire per l’emorragia delle sue migliori risorse.

Generazione Boomerang nasce per accendere questa scintilla; per fornire l’innesco, raccontando e valorizzando, coinvolgendo e scoprendo le tante storie-boomerang per suscitare rumore positivo intorno al tema del “ritorno”.

Il libro è solo il primo step, con un dibattito che si alimenterà su questo sito web e sui social, sui podcast di Lavoradio, e che vedrà i Premi regionali e quello nazionale far parte di una complessa strategia di valore.

Chiunque voglia far parte di questo viaggio, sarà il benvenuto…

Vito Verrastro